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ALLA SCOPERTA DELLA PASSEGGIATA DEL GIANICOLO
Considerato l’ottavo colle romano, è un luogo piacevole dove passeggiare godendo delle straordinarie viste sulla città. La pendice diraga verso il fiume e alla base si trova il rione storico Trastevere mentre quella occidentale, meno ripida, costituisce la parte più vecchia del quartiere Monteverde. La pendice sud-ovest del colle è situata a Villa Doria Pamphili mentre sulle pendici orientali è posto l’Orto Botanico di Roma. E’ uno dei punti più panoramici, è possibile individuare i monumenti presenti nel centro storico ad esempio la cupola del Pantheon, il Cupolone, la Sinanoga, l’Altare della Patria e tantissime altre cupole romane fino a scorgere i colli albani e le maggiori cime dell’Appennino Centrale occidentale.
Il nome del Colle deriverebbe dal Dio Giano che avrebbe fondato un centro abitato col nome di Ianiculum ma in realtà in relazione a tale divinità, esisteva solo un sacello dedicato al figlio Fons. Un piccolo centro abitato era situato ai piedi del colle, nella zona di Trastevere che oggi corrisponde a piazza Mastai.
In antichità divenne molto importante perché assunse un ruolo storico nella difesa della capitale, fu scenario della battaglia in cui Garibaldi contrastò le truppe francesi e dopo l’unità d’Italia divenne un grande parco pubblico e una sorta di memoriale del periodo Risorgimentale, la passeggiata del Gianicolo ancora oggi offre una ventata storica solo percorrendo i due viali alberati da platani in quanto ai bordi dei viali sono collocati i busti dei Garibaldini illustri che hanno combattuto per la difesa contro le truppe francesi di gran lunga più numerose e meglio armate.
Alla fine di questa passeggiata vi è una piazza, Piazzale Garibaldi, in cui è possibile ammirare il bel panorama ed in cui vi è il monumento a Garibaldi, una statua in bronzo che raffigura l’eroe a cavallo posta su un grande piedistallo. Il posizionamento di quest’ultimo ha dato adito a diverse interpretazioni di natura politica, essendo stato inaugurato quando ancora le relazioni fra Regno d’Italia e la Santa Sede erano interrotte. La versione ufficiale dichiarava che l'Eroe volgeva lo sguardo verso il Vaticano, Dopo i Patti Lateranensi del 1929, la statua fu voltata verso il Gianicolo per volere del Vaticano stesso. Una notissima leggenda romana sottolinea come adesso sia piuttosto il cavallo a porgere le terga alla Santa Sede.
Il Gianicolo tra i romani è di gran lunga più famoso per una piccola curiosità che ancora oggi è rimasta nell’usanza romana. In cima al colle, sotto la statua di Garibaldi, dal 24 gennaio 1904 è collocato un cannone che spara un colpo a salve tutti i giorni a mezzogiorno in punto. La cannonata fu introdotta da PioIX nel 1847 per dare un riferimento alle campane delle chiese di Roma, in modo che non suonassero ognuna secondo l’ora a disposizione del proprio sagrestano. Questa usanza non è mai stata interrotta, eccetto durante la seconda guerra mondiale, ed il cannone è attualmente gestito dal personale dell’Esercito Italiano.
Se siete in vacanza a Roma, non perdetevi l’occasione di visitare il Gianicolo, sarà un piccolo tuffo nella storia e un gradevole momento di relax lontano dal caos cittadino.
Autore: Arianna Giaccaro
IG
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ALLA SCOPERTA DI UN PICCOLO BORGO MEDIOEVALE ITALIANO
Chiavenna (Ciavéna in dialetto chiavennasco, Cläven in tedesco) è un comune italiano di 7206 abitanti, sorge a 333 m.s.l.m e questo splendido borgo medievale si trova in Lombardia (SO) al centro della vallata da cui prende il nome, la Valchiavenna. Il suo nome deriva dal latino “Clavenna” e prende spunto dal tema prelatino “Clav” con significato “rupe sporgente” in probabile riferimento alla montagna scoscesa che domina la città.
Questa piccola cittadina ha origini romane, fin dal medioevo fu un punto di snodo per i traffici commerciali diretti verso la Svizzera e la Germania mentre oggi è un rinomato luogo turistico, numerosi visitatori sono attratti dalle bellezze naturalistiche del luogo e dalla famosa “Sagra dei Crotti”, un percorso enogastronomico durante il quale si possono ammirare i meravigliosi crotti ricavati dalle grotte e degustare le specialità del territorio. L’iniziativa prende il nome di “Andem à cròt” ed è un evento che ogni anno, la prima domenica di settembre, viene riconfermato per il grande successo avuto fino ad ora.
Il centro storico della città è di stampo medievale con case strette le une dalle altre, tantissime piazze abbellite con fontane in pietra ollare e vie tortuose da percorrere che conducono a scoprire angoli alquanto particolari. La cittadina è attraversata dal fiume Mera, un corso d’acqua che crea in prossimità del centro storico numerosi e suggestivi scorci contraddistinti dalle antiche abitazioni che si affacciano su di esso. (vedi foto 1) La via principale, via Dolzino, ogni giorno è popolata di gente ed è la via in cui si concentrano maggiormente le attività commerciali ed i molteplici bar con terrazze che sono il punto di riferimento dei Chiavennaschi. Visitando il centro storico è possibile incontrare antichi palazzi che mostrano ancora gli sfarzi di un tempo remoto, sfoggiando bei portali con stemmi di antiche casate e bei balconcini. Tra questi vi è sicuramente “Palazzo Balbiani” detto Il Castello, palazzo di residenza dei conti Balbiani, feudatari della Valchiavenna e costruito prima del 1477. (vedi Foto 2)
Inoltre vi è la bellissima Collegiata di San Lorenzo, il principale edificio religioso della città di Chiavenna, iniziata nel V secolo, è stata ampliata nei secoli successivi. Composta da tre navate, la collegiata presenta degli affreschi settecenteschi ed il portico, costruito nel medesimo periodo, utile per delimitare il prato che fu adibito alle sepolture comuni e per proteggere i paramenti sacri durante le processioni, in caso di mal tempo. Di fronte alla chiesa si può ammirare il campanile (vedi Foto 3) e dietro di esso, si scorge il meraviglioso “Parco botanico-archeologico del Paradiso”, formato da due colli “il Paradiso” ed il “Castellaccio” che si trovano al margine di Chiavenna in una magnifica posizione panoramica. Il parco, istituito nel 1955, è compreso nella più ampia area protetta della riserva naturale “Marmitte dei Giganti”. I due colli sono separati da una profonda spaccatura della “Caurga” e sono collegati da un’ardita passerella e percorsi da una fitta rete di sentieri bene attrezzati che consentono l’agevole visita e la risalita ai punti più elevati (vedi Foto 4).
Uno dei più caratteristici e suggestivi borghi italiani, un’ottima meta per chi desidera staccare la spina dal caos cittadino immergendosi nella natura. Si può definire un vero e proprio paradiso terrestre
Autrice: Arianna Giaccaro
IG
LEGGERE O NON LEGGERE.... QUESTO È IL DILEMMA









